martedì 24 marzo 2015

Farfalle integrali con ceci, feta e pomodori secchi

IL MERLO (turdus merula)

Il merlo è un uccello caratterizzato dal becco giallo-arancio e dall'inconfondibile piumaggio nero nel maschio.
La femmina ha il becco giallo bruno e il piumaggio sui toni del marrone con macchiettatura sul petto.
Questo uccello è presente non solo in ambienti naturali quali macchie, boschi e zone rurali, dalla pianura alla montagna, ma frequenta assiduamente anche le aree urbane, ovunque ci sia un po' di verde.
E' possibile vedere i merli mentre frugano nelle fioriere e fra l'erba e i cespugli delle aiuole pubbliche, sempre intenti alla ricerca di insetti o di briciole di cibo sfuggite agli umani e non è raro che costruiscano il nido addirittura nei vasi di fiori su qualche balcone.
Hanno movenze agili e aggraziate e se non vengono spaventati perdono presto la naturale diffidenza che gli animali nutrono nei confronti dell'uomo.
Nel corso dell'anno, dalla primavera all'estate, nidificano tre volte, raramente anche quattro; una caratteristica del merlo è quella di costruire il primo nido a poca distanza dal suolo, a volte anche direttamente sul terreno, fra cespugli fitti o roveti o negli spazi fra i tronchi delle cataste di legna e fra l'edera abbarbicata su vecchi muri, mentre la seconda deposizione avverrà in un nido costruito più in alto e la terza sarà più in alto ancora.
Questo avviene perché il merlo comincia la riproduzione molto presto, già all'inizio di marzo, quando la natura ancora spoglia offre pochi ripari e vicino a terra è più facile trovare un posticino un po' nascosto e abbastanza protetto dalle intemperie e dagli sguardi indesiderati.
Le covate precoci spesso non vanno a buon fine, perché i predatori hanno più facilità nel depredare i nidi e il tempo inclemente così come i ritorni di freddo causano sovente la morte dei piccoli.
I merli non riutilizzano mai lo stesso nido e alla sua costruzione partecipano sia il maschio che la femmina.
E' realizzato a forma di coppa utilizzando fili d'erba secca e sottili ramoscelli morbidi e viene foderato con muschio e piume; la femmina deporrà alcune uova di colore azzurrino, picchiettate di grigio bruno, normalmente da 3 a 6.
Alla cova, che dura 14-15 giorni, provvede soprattutto la femmina, mentre il maschio sta di vedetta a distanza dal nido, in posizione elevata, in modo da accorgersi per tempo dell'arrivo di qualche predatore e mettere in allarme la compagna e allo stesso tempo distrarre l'attenzione del nemico attirandola su di sé.
Dà il cambio alla femmina quando questa si allontana per cercare cibo e sgranchirsi un pochino.
Inoltre cantando a gran voce dal posatoio informa gli altri merli che quello è il suo territorio e non gradisce invasioni da parte dei consimili.
Quando il maschio lancia il suo fischio di allarme, la femmina si acquatta nel nido immobilizzandosi, lasciando intravvedere solo la punta del becco e quella della coda e se sono già nati i piccoli, li proteggerà tenendoli ben nascosti sotto di sé.
I merli, come la maggior parte degli uccelli, nascono ciechi e implumi, ma ben presto si rivestiranno di un piumino grigio bruno.
Vengono alimentati per un paio di settimane all'interno del nido, prevalentemente con lombrichi ed insetti vari.
Alternativamente entrambi i genitori fanno incessantemente la spola fra il nido e i luogo dove sanno di trovare cibo; i piccoli devono essere nutriti con grande frequenza, nei primi giorni praticamente di continuo, poi man mano che crescono l'intervallo fra un pasto e l'altro si allunga anche a 15-20 minuti.
A circa 10 giorni di età gli occhietti sono ben aperti e spuntano le prime piccole penne, dapprima quelle delle ali, del dorso e della coda, poi man mano tutte le altre; ora i piccoli merli hanno un aspetto "spettinato" davvero buffo.
Abbandonano il nido a circa tre settimane di età, ma non sanno ancora volare, le alucce non sono abbastanza robuste e le penne sono ancora troppo corte per garantire un volo sicuro e sufficientemente rapido.
Dapprima restano a terra, nascosti fra i cespugli e le erbe, immobili e zitti, in attesa che i genitori arrivino per l'imbeccata, poi cominciano a fare esercizio di volo sbattendo le ali, tentando i primi incerti voletti per raggiungere i rami bassi dei cespugli.
Questo periodo è il più pericoloso per il giovane merlo, che ha molte probabilità di cadere vittima dei predatori.
(Fonte: animalisos.altervista.org/6merlo.php, con due bei filmati che mostrano la costruzione del nido, la cova delle uova e l'allevamento dei piccoli di una coppia di merli)

Sì, ma... perché questo improvviso interesse per i merli?
Qui merlo ci cova...

Farfalle integrali con ceci, feta e pomodori secchi



ricetta originale di Marco Bianchi

Ingredienti per 3-4 persone:
la parte bianca di 1 porro (oppure uno scalogno grande), affettata sottilmente
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di acqua
9 mezzi pomodori secchi sott'olio, sgocciolati e tagliati a pezzetti
2-3 cucchiaini di paprika piccante
240 g di ceci cotti
le foglie di un mazzetto piccolo di prezzemolo, tritate al coltello
250 g di farfalle integrali biologiche
90 g di feta tagliata a dadini
3 cucchiai di pangrattato

Preparazione:
In una padella ampia stufate il porro (o lo scalogno) con l'olio e l'acqua a fiamma bassa e padella coperta per qualche minuto.
Unite i pomodori secchi e fate insaporire per cinque minuti, poi aggiungete la paprika e dopo un minuto i ceci.
Cuocete qualche altro minuto, aggiungendo un po' dell'acqua di cottura dei ceci in mondo che il fondo di cottura resti cremoso.
Spegnete la fiamma e aggiungete il prezzemolo tritato, tenendone da parte un po' per la decorazione dei piatti.
Nel frattempo tostate il pangrattato in un padellino a fiamma medio-bassa e mescolando finché non sarà dorato. Trasferitelo in un piatto per farlo raffreddare e tenetelo da parte.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela ancora bene al dente. Versatela nella padella con il condimento e terminate la cottura saltandola e aggiungendo quanto basta dell'acqua di cottura.
Togliete dal fuoco, unite la feta tenendone da parte qualche dadino, mescolate bene e impiattate.
Servite cospargendo la pasta con il pangrattato tostato e il resto dei dadini di feta e del prezzemolo tritato.

Questa pasta è ottima anche fredda, come insalata.
In questo caso, scolatela e sciacquatela subito sotto acqua corrente per raffreddarla, prima di aggiungerla al condimento (appena tiepido), e non aggiungete il pangrattato.


"... Allora questo non è il primo nido, visto che lo hanno costruito su un ramo del mandarino... Devono averne fatto già uno in prossimità del suolo... Qui leggo che la cova dura un paio di settimane... Ma allora, visto che ci siamo accorti del nido già da una decina di giorni, le  uova potrebbero essere prossime alla schiusa! Ma ci pensi? Potremmo svegliarci tra qualche giorno con una nidiata di merlini proprio davanti alla finestra! Vedremo come vengono allevati! Assisteremo al loro primo volo! Non sei emozionato anche tu, amore?"
"Merletti, non merlini..."
"Macché merletti! Merlini!"
"Merletti!"
"Merlini!"

Fuori, accoccolata nel nido sul ramo del mandarino e indifferente al battibecco che si svolge in cucina sul nome dei suoi piccoli, la merla continua a covare...

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