venerdì 30 gennaio 2015

Margherita di mais e mandorle con ricotta e limone

Dicembre 2013, un giorno qualunque.
"Ciao, Franci, come stai? Uuhh, come ti vedo sciupata!"
"Sì, in effetti non sto molto bene. Da qualche giorno ho problemi intestinali."
"Si vede, ti sei fatta che non ti si riconosce!"
"Beh, sono dimagrita, sì, ma non esageriamo..."
"No no, non esagero affatto, dico proprio sul serio! Problemi intestinali, dici? Avrai la celiachia!"
"Veramente no."
"E come fai a dirlo? Hai i sintomi! Hai fatto le analisi?"
"No."
"Ma se è la prima cosa! Sei andata dal medico? Mio Dio, mi chiedo perché non te le abbia prescritte!"
"Magari perché non sono celiaca."
"E come lo sai? Non li leggi i giornali? Non ti informi? Guarda che la celiachia è in continuo aumento!"
"Ma mica lo si diventa in due giorni, celiaci!"
"Come no! Non lo sai come funziona? Un giorno stai bene e il giorno dopo, puff!, sei celiaco! No, no, qui bisogna agire, fare qualcosa subito... Adesso chiamo il marito della cugina del cognato di mio fratello che è medico e mi faccio dare la prescrizione delle analisi per te e una cura completa da seguire... Con la celiachia non si scherza mica, sai? Meno male che mi hai incontrato!"
"Ma veramente io non..."
"No, no, non c'è bisogno che mi ringrazi, è un piacere poterti aiutare. Ma aspetta, aspetta... tu non sei stata recentemente in Congo o qualcosa del genere?"
"In India."
"Ecco, lo sapevo! Potresti aver preso una malattia tropicale!"
"Ma sono tornata da oltre due mesi!"
"Non vuol dire niente! Guarda che i virus possono restare in incubazione per mesi e mesi! Bisogna intervenire immediatamente! Domani vengo a prenderti e ti porto da un virologo che conosce un amico della moglie del cugino della cognata di mia sorella, così ti visita e ti prescrive le analisi da fare e una terapia completa... No, no, non mi ringraziare, non c'è bisogno, è un piacere esserti utile!"


Con buona pace di virologi e internisti, il mio disturbo intestinale si è risolto spontaneamente.
Le cause restano tuttora sconosciute, ma come potete evincere dalle ricette presenti in questo blog non si trattava di celiachia.
Per alcuni giorni, però, ho seguito, su consiglio del medico, una dieta senza glutine.
Ma forse sarebbe più esatto scrivere una dieta senza niente, in quanto tutto ciò che mi è stato consentito mangiare era riso, patate bollite e petto di pollo ai ferri.
In quei giorni mi aggiravo tra gli scaffali dei supermercati alla ricerca di qualcosa che potessi mangiare, e che preferibilmente non avesse l'aspetto di un chicco di riso, leggendo compulsivamente tutte le etichette di qualsiasi prodotto confezionato potesse sembrare vagamente idoneo alla mia dieta.
Di quel periodo mi è rimasto in mente il ricordo del mio smarrimento, della mia confusione, del mio senso di impotenza, della mia stanchezza di fronte all'ennesima minestrina di riso e all'ennesimo involtino di petto di pollo farcito con patate bollite schiacciate con la forchetta, della mia ansia da contaminazione da glutine alla vista del marito che mescolava la mia minestrina di riso con lo stesso cucchiaio usato per mescolare la sua pasta...
In ricordo di quei giorni, fortunatamente brevi, in cui ho forzatamente mangiato da celiaca, ogni settimana escludo dalla mia tavola qualsiasi alimento contenente glutine per ventiquattro ore.
Escludo volontariamente dalla mia alimentazione pane, pasta, pizza, biscotti e quant'altro non sia stato preparato senza glutine.
Ho imparato, e tuttora imparo, a mangiare e a cucinare con i cereali e gli altri alimenti che naturalmente non contengono glutine.
Non ho imparato a preparare io stessa pane e impasti senza glutine: mi è più comodo, lo confesso, comprare un sacchetto di biscotti, se ne ho voglia, e rinunciare a mangiare il pane, la pizza, la pasta di grano per un giorno.
Però a una cosa mi pesa rinunciare.
La fetta di torta fatta in casa a colazione.
Buone le gallette di riso e mais con la marmellata sopra, per carità.
Ma tutte le settimane!
Questa che propongo non è la mia prima torta senza glutine, ma è la mia prima torta consapevolmente senza glutine.
Fatta apposta, cioè, per regalare a me stessa un momento di piacere a colazione anche durante la giornata senza glutine.
La congelo in piccole porzioni, perché quel momento di gioia non mi manchi mai.

Torta di mais e mandorle con ricotta e limone



ricetta originale tratta da "Cucina Naturale"

Ingredienti per uno stampo di 18 cm di diametro:
150 g di zucchero di canna chiaro *
buccia grattugiata di 2 limoni
3 uova
1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia *
50 ml di olio extravergine d'oliva
150 g di ricotta di mucca
100 g di farina di mandorle
100 g di farina di mais fioretto
30 g di maizena
1 bustina di lievito
succo di 1 limone
farina di mais fioretto e zucchero a velo vanigliato per decorare
* per questo ingrediente vedi qui

Preparazione:
In una ciotola ampia mescolate lo zucchero con la buccia di limone strofinando con le punte delle dita finché lo zucchero sarà impregnato.
Sbattete le uova con lo zucchero e l'estratto di vaniglia fino a ottenere un composto spumoso e gonfio.
Unite l'olio, sbattete ancora, unite la ricotta setacciata e mescolate delicatamente con una frustina.
In un'altra ciotola mescolate la farina di mandorle, la farina di mais, la maizena e il lievito setacciato. Aggiungete questo composto secco, poco per volta, al composto di uova, amalgamando delicatamente con la frustina.
Unite il succo di limone, mescolate e versate nello stampo. Se non usate uno stampo di silicone, rivestitelo di carta da forno o usatene uno a cerniera, perché la ricotta rende il dolce molto morbido e quest'ultimo potrebbe rompersi quando lo sformate.
Infornate in forno statico preriscaldato a 160° per 50 minuti. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. Sfornate la torta e lasciatela intiepidire nello stampo prima di sformarla. Se lo stampo non è in silicone, sformate la torta dopo 5-10 minuti e lasciatela raffreddare su una gratella.
Decorate la margherita ricoprendo di farina di mais il tondo centrale e spolverizzando i petali con lo zucchero a velo.


Ho definito il sapore di questa torta commovente.
La consistenza umida e morbida e l'aroma intenso di limone che se ne sprigiona mi hanno emozionato e conquistato al primo assaggio.
L'ho rifatta, trasformando la margherita in tanti dolcetti.
Perché anche l'ora del tè di una giornata senza glutine deve essere un momento di gioia!


Una cosa vorrei che fosse ben chiara.
Un solo giorno alla settimana, io rinuncio al glutine e a tutti i cibi che lo contengono per scelta personale, libera e volontaria.
Facendo questo, io partecipo all'iniziativa, prima statunitense, poi europea, poi italiana, di adottare il venerdì come giornata di sensibilizzazione verso la celiachia e l'alimentazione senza glutine.
Nel mio caso, si tratta di una libera scelta che dura ventiquattro ore.
Nel caso delle persone celiache, si tratta di una necessità che dura tutta la vita.
La celiachia è una malattia, non una moda.
Per i celiaci, mangiare senza glutine non è una scelta di vita: è l'unica forma di alimentazione possibile.

Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living ed è dedicata a tutti coloro che si impegnano per diffondere un'informazione corretta sulla celiachia e sulle questioni ad essa correlate.
Con la più profonda ammirazione per quanti con la celiachia convivono ogni giorno e l'hanno resa uno stimolo per il loro lavoro nel campo dell'alimentazione.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living
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